Fiera del fumetto a Lugano

La fiera del fumetto a Lugano si sta avvicinando e con essa anche la possibilità di divertirsi con qualche gioco di società.
A partire da venerdì 20 settembre fino a domenica 22 settembre si potrà accedere al palazzo dei congressi di Lugano per godersi l’evento.
Il fumetto speciale di quest’anno avrà come tema gli errori del mondo del fumetto.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale: Fiera del fumetto.

Vi aspettiamo!

Il weekendone: 48 ore fuori da tutto

Mentre riporto le borse dei giochi in macchina, uscendo dalla Casermetta di Ambrì in cui ho trascorso le ultime 48 ore, mi rendo conto che è da quando sono entrato che non respiro l’aria aperta.

È domenica, tardo pomeriggio, ed io e gli altri partecipanti ci accingiamo a lasciare il luogo che ci ha ospitati anche quest’anno per questa folle iniziativa che ormai tutti chiamiamo amichevolmente il weekendone, ovvero trascorrere un fine settimana con un unico obiettivo: giocare, giocare e giocare.

Sonno, cibo, attività corporali sono ammesse nella misura minima. Tutto il resto è tacitamente bandito. Nessuno dei partecipanti, che io sappia, ha lasciato la Casermetta per una passeggiata nei boschi o un’escursione. I fumatori si concedono la dose appena fuori dalla porta, con le ciabatte ancora ai piedi ché a rimettersi le scarpe ci si impiega troppo, immagino. 

Sistemo i giochi nel bagagliaio e mentalmente conteggio le mie ore di sonno nelle ultime due notti. Complessivamente sette, forse otto. Niente male, ma so che c’è chi ha fatto di meglio (o di peggio, dipende dai punti di vista) dormendo poco più di un paio di ore complessive.

Lo facciamo perché ci piacciono i giochi da tavolo – e parecchio – ma non so se questo sia sufficiente a spiegare questa abbuffata di due giorni e due notti. Cerco una spiegazione più profonda e mi ritorna in mente un breve scambio avuto sabato mattina con Paolo “Pol” Baronio, il presidente di Giochintavola.

Ci siamo scambiati qualche parola in bagno mentre mi radevo per ridare al mio viso un aspetto presentabile e tentare di nascondere gli effetti della deprivazione dal sonno.

“Ma che bello, Pol!”, gli ho detto col mio sorriso più smagliante.

Mi ha guardato come se mi leggesse nel pensiero: “C’è una bella atmosfera, non è vero? Quella sensazione di essere fuori da tutto.”

Ed è così. Queste quarantotto ore sono sembrate ben più lunghe perché entrare e sedersi al tavolo è un po’ come partire per un lungo viaggio; il tempo si dilata, la vita di ogni giorno fa un passo indietro e tutto quel che conta è qui, adesso.

Quest’anno poi c’era un’atmosfera di grande serenità, sprecherei la parola fratellanza se non mi sembrasse addirittura riduttiva. Si sono unite a noi persone provenienti da ogni parte del Ticino e qualcuno anche dall’Italia e mi spiace aver conosciuto, scambiato qualche chiacchiera e giocato solo con una piccola parte dei quaranta partecipanti.

Ho giocato almeno diciassette giochi diversi e, senza alzarmi dal tavolo, tra le altre cose, ho scalato montagne, ricostruito Lisbona, colonizzato l’America, sventato epidemie, frequentato una scuola di magia e risolto un complicato caso di omicidio. 

Dopo tutto questo è normale essere stanco, penso mentre viaggiamo verso casa. Ed è normale anche volerne ancora.

Di aspetti tecnici, meccaniche, grafica e componentistica parleremo un’altra volta. Per il momento mi godo questa bella sensazione di pace interiore e grande appagamento.

All’anno prossimo e grazie di tutto.

Autore: Pasquale.

Boardgamegeek.com si apre a tutti

Con il cambiamento del suo logo, il sito web punto di riferimento per gli appassionati di giochi da tavolo punta all’universalità del gioco e ad accogliere chiunque.

‘Boardgamegeek accoglie tutti i giocatori, qualunque sia il livello di esperienza o i gusti particolari. L’aggiornamento del logo riflette la nostra convinzione che il gioco è per tutti, non solo per i geek boys con gli occhiali. Qualunque siano le nostre differenze individuali, il gioco ci unisce. Il nostro nuovo simbolo è un cenno al passato di boardgamegeek.com, ma allo stesso tempo è un invito a vedere voi stessi in quella silhouette, o a trovare la vostra passione per il gioco rappresentata in quella “fiamma del gioco”.’
(Scott Alden su boardgamegeek.com)

Non possiamo che condividere e apprezzare tale cambiamento basato sulla convinzione che il gioco unisce ed è un linguaggio universale.

Lo squalo

Chi non si ricorda quelle due note musicali in grado di far suscitare un timore viscerale?

Jaws, in Italia meglio conosciuto come Lo squalo, è un film che ha segnato un’epoca e tuttora fa in parte passare la voglia di andare a fare il bagno al mare (ma anche al lago)…

Da poco tempo a questa parte, la casa editrice Ravensburger ha messo sul mercato un gioco da tavolo che vuole far rivivere quelle emozioni. Il titolo uscirà probabilmente anche in italiano, ma solo a partire dall’anno prossimo.

Per il momento, non possiamo che goderci la versione in inglese. Sperando di riuscire poi a continuare a nuotare in tranquillità.

Fonte: https://boardgamegeek.com/boardgame/272738/jaws

Spiel des Jahres 2019

Il gioco dell’anno in Germania è niente poco di meno che Just One. Si tratta di un party game cooperativo molto ben fatto in cui bisogna associare parole stando attenti a ciò che suggeriscono gli altri.

Il gioco dell’anno per giocatori più navigati invece è Wingspan, titolo che ha fatto parlare molto di sé. Per dirvi, addirittura il New York Times ha dedicato un articolo a questo gioco! Qui trovate il link al riguardo.
È un titolo di peso medio che tratta il birdwatching in modo avvincente.

Fonte:
Spiel des Jahres.

Il libro dei ricordi

“The Board Game Book – Volume 1” è un interessante libro che raccoglie tutti i giochi più meritevoli usciti nell’anno in corso.
Creato da giornalisti specializzati, offre tante belle immagini, interviste, descrizioni. Un prodotto di qualità che potrebbe diventare una serie di volumi di tutto rispetto.
Da tenere sott’occhio.

Maggiori informazioni si possono ottenere al seguente link:

https://www.boardgame-book.com/

DeepL: il traduttore che volevamo

Problemi a comprendere un regolamento scritto in inglese, tedesco, francese o spagnolo? Vi siete pentiti di aver acquistato un titolo in una lingua che non sia l’italiano? Volete comprendere ad ogni costo cosa ha risposto l’autore di un gioco su boardgamegeek.com a una questione di dubbia interpretazione?
Tranquilli, per tutte queste situazioni c’è deepL, un traduttore che si è dimostrato essere superiore alla norma. Per tutto il resto, ci siamo noi.

https://www.deepl.com/

Il piacere di farcela

“Il senso di controllo corrisponde a un bisogno molto profondo e rappresenta una delle maggiori spinte motivazionali dell’individuo. Se non vengono inibiti da piccoli, gli esseri umani sviluppano una forte motivazione a impegnarsi nel controllare se stessi e l’ambiente, e ad acquisire sempre nuove capacità. E quando raggiungono il successo in queste attività manifestano un forte piacere. Il piacere di ‘farcela’ è un piacere molto intenso, molto antico e più stabile e profondo di quello dato da ‘vincere’ (anche se la nostra società enfatizza quest’ultimo a spese del primo)”.
(Pietro Trabucchi, psicologo sportivo)

Quando le etichette non giovano a nessuno

“Complessivamente, il gioco in scatola è [presente in modo massiccio] nelle case degli italiani e non è solo un fenomeno per nerd.”
(Andrea Angiolino, A cosa giocano gli italiani?)

Un appassionato di calcio è un appassionato di calcio.
Un appassionato di hockey è un appassionato di hockey.
Un appassionato di pallacanestro è un appassionato di pallacanestro.
Un’appassionata di danza è un’appassionata di danza.
Un’appassionata di cucina è un’appassionata di cucina.
Un’appassionata di teatro è un’appassionata di teatro.
E un appassionato di giochi da tavolo?
È un nerd.

È così semplice ragionare tramite stereotipi, pregiudizi, etichette.

“Ti si accostano ghignando, ti guardano in cagnesco, ti squadrano, ti etichettano: “Questo, è uno psicopatico” oppure “Quello è un parolaio”. E quando non sanno che etichetta appiccicarti in fronte, dicono: “È un uomo strano, proprio strano!”
(Anton Pavlovič Čechov)

Ma vi dirò la verità: un appassionato di giochi da tavolo è semplicemente un appassionato di giochi da tavolo.

Può essere uomo, può essere donna, può essere adulto, può essere bambino, può essere eterosessuale, può essere omosessuale, può essere estroverso, può essere introverso, può essere onnivoro, può essere vegetariano, può essere credente, può essere non credente, può essere qualsiasi cosa, anche nerd.

Da noi c’è di tutto. E cerchiamo di accogliere chiunque, senza fare distinzioni.

Quando le house rules hanno la meglio sulle regole ufficiali

Tutti ne parlano: il Corriere del Ticino, la Repubblica, noi. Il gioco di carte UNO è stato giocato da molti in modo errato nel corso del tempo. Le penalità non sono cumulabili!

È un interessante caso di house rule (regola della casa) che ha preso il sopravvento sulle regole ufficiali del gioco. Perché sì, i momenti più epici, che sono rimasti impressi nella mente di molti giocatori, sono quelle pescate abnormi di carte dovute all’accumulo di penalità.

Non è dunque realmente comprensibile la scelta della casa editrice di non includere almeno tra le varianti tale house rule, che ha fatto la storia e ha alimentato il successo di questo gioco.

Di sicuro così però hanno ottenuto un picco di visibilità notevole.

Fonti:
Corriere del Ticino;
Repubblica.