Boardgamegeek.com si apre a tutti

Con il cambiamento del suo logo, il sito web punto di riferimento per gli appassionati di giochi da tavolo punta all’universalità del gioco e ad accogliere chiunque.

‘Boardgamegeek accoglie tutti i giocatori, qualunque sia il livello di esperienza o i gusti particolari. L’aggiornamento del logo riflette la nostra convinzione che il gioco è per tutti, non solo per i geek boys con gli occhiali. Qualunque siano le nostre differenze individuali, il gioco ci unisce. Il nostro nuovo simbolo è un cenno al passato di boardgamegeek.com, ma allo stesso tempo è un invito a vedere voi stessi in quella silhouette, o a trovare la vostra passione per il gioco rappresentata in quella “fiamma del gioco”.’
(Scott Alden su boardgamegeek.com)

Non possiamo che condividere e apprezzare tale cambiamento basato sulla convinzione che il gioco unisce ed è un linguaggio universale.

Lo squalo

Chi non si ricorda quelle due note musicali in grado di far suscitare un timore viscerale?

Jaws, in Italia meglio conosciuto come Lo squalo, è un film che ha segnato un’epoca e tuttora fa in parte passare la voglia di andare a fare il bagno al mare (ma anche al lago)…

Da poco tempo a questa parte, la casa editrice Ravensburger ha messo sul mercato un gioco da tavolo che vuole far rivivere quelle emozioni. Il titolo uscirà probabilmente anche in italiano, ma solo a partire dall’anno prossimo.

Per il momento, non possiamo che goderci la versione in inglese. Sperando di riuscire poi a continuare a nuotare in tranquillità.

Fonte: https://boardgamegeek.com/boardgame/272738/jaws

Spiel des Jahres 2019

Il gioco dell’anno in Germania è niente poco di meno che Just One. Si tratta di un party game cooperativo molto ben fatto in cui bisogna associare parole stando attenti a ciò che suggeriscono gli altri.

Il gioco dell’anno per giocatori più navigati invece è Wingspan, titolo che ha fatto parlare molto di sé. Per dirvi, addirittura il New York Times ha dedicato un articolo a questo gioco! Qui trovate il link al riguardo.
È un titolo di peso medio che tratta il birdwatching in modo avvincente.

Fonte:
Spiel des Jahres.

Il libro dei ricordi

“The Board Game Book – Volume 1” è un interessante libro che raccoglie tutti i giochi più meritevoli usciti nell’anno in corso.
Creato da giornalisti specializzati, offre tante belle immagini, interviste, descrizioni. Un prodotto di qualità che potrebbe diventare una serie di volumi di tutto rispetto.
Da tenere sott’occhio.

Maggiori informazioni si possono ottenere al seguente link:

https://www.boardgame-book.com/

DeepL: il traduttore che volevamo

Problemi a comprendere un regolamento scritto in inglese, tedesco, francese o spagnolo? Vi siete pentiti di aver acquistato un titolo in una lingua che non sia l’italiano? Volete comprendere ad ogni costo cosa ha risposto l’autore di un gioco su boardgamegeek.com a una questione di dubbia interpretazione?
Tranquilli, per tutte queste situazioni c’è deepL, un traduttore che si è dimostrato essere superiore alla norma. Per tutto il resto, ci siamo noi.

https://www.deepl.com/

Quando le etichette non giovano a nessuno

“Complessivamente, il gioco in scatola è [presente in modo massiccio] nelle case degli italiani e non è solo un fenomeno per nerd.”
(Andrea Angiolino, A cosa giocano gli italiani?)

Un appassionato di calcio è un appassionato di calcio.
Un appassionato di hockey è un appassionato di hockey.
Un appassionato di pallacanestro è un appassionato di pallacanestro.
Un’appassionata di danza è un’appassionata di danza.
Un’appassionata di cucina è un’appassionata di cucina.
Un’appassionata di teatro è un’appassionata di teatro.
E un appassionato di giochi da tavolo?
È un nerd.

È così semplice ragionare tramite stereotipi, pregiudizi, etichette.

“Ti si accostano ghignando, ti guardano in cagnesco, ti squadrano, ti etichettano: “Questo, è uno psicopatico” oppure “Quello è un parolaio”. E quando non sanno che etichetta appiccicarti in fronte, dicono: “È un uomo strano, proprio strano!”
(Anton Pavlovič Čechov)

Ma vi dirò la verità: un appassionato di giochi da tavolo è semplicemente un appassionato di giochi da tavolo.

Può essere uomo, può essere donna, può essere adulto, può essere bambino, può essere eterosessuale, può essere omosessuale, può essere estroverso, può essere introverso, può essere onnivoro, può essere vegetariano, può essere credente, può essere non credente, può essere qualsiasi cosa, anche nerd.

Da noi c’è di tutto. E cerchiamo di accogliere chiunque, senza fare distinzioni.

Quando le house rules hanno la meglio sulle regole ufficiali

Tutti ne parlano: il Corriere del Ticino, la Repubblica, noi. Il gioco di carte UNO è stato giocato da molti in modo errato nel corso del tempo. Le penalità non sono cumulabili!

È un interessante caso di house rule (regola della casa) che ha preso il sopravvento sulle regole ufficiali del gioco. Perché sì, i momenti più epici, che sono rimasti impressi nella mente di molti giocatori, sono quelle pescate abnormi di carte dovute all’accumulo di penalità.

Non è dunque realmente comprensibile la scelta della casa editrice di non includere almeno tra le varianti tale house rule, che ha fatto la storia e ha alimentato il successo di questo gioco.

Di sicuro così però hanno ottenuto un picco di visibilità notevole.

Fonti:
Corriere del Ticino;
Repubblica.

Escape room in scatola

Farsi rinchiudere in una stanza e avere 60 minuti per uscire: ormai è un passatempo parecchio in voga dalle nostre parti. In Ticino abbiamo escape room sia nel Luganese (Mystery Escape Room, Movie Escape), sia nel Bellinzonese (BlockaTi) con le ambientazioni più disparate.

Il fenomeno è talmente diffuso che sono usciti film al riguardo (Escape Room), libri (Escape Book), e ovviamente anche giochi in scatola.

Le serie più rinomate, esistenti anche in italiano, sono le seguenti:

Unlock, nata in Francia.
Exit, di origine tedesca.
Deckscape, originaria dall’Italia.
Escape Room: The Game, sorta in Olanda.

Merita di essere menzionato anche il gioco da tavolo Escape Tales: Il Risveglio, creato da autori polacchi.

Tante, tante opzioni dunque: non c’è che l’imbarazzo della scelta. Per chi ama questo genere di sfide, un vero eldorado.

Torneo Terraforming Mars

Autore: Samuele Ferri.

1 gioco da tavolo, 16 iscritti, 4 gironi, 1 solo vincitore.

Questi sono gli ingredienti che hanno contraddistinto il primo torneo di Terraforming Mars (TM) proposto all’interno della nostra Associazione. Un gioco di gestione risorse e carte, rilasciato nell’estate 2016 da FryxGames e diventato famoso in tutto il mondo.

Il primo dato interessante è sicuramente il numero di iscritti. Basti solo pensare che una partita di TM ha una durata media di 2 ore e quindi non è adatto a tutti i tipi di giocatori. Se calcoliamo anche che Giochintavola ha all’attivo una cinquantina di soci e l’evento non è stato pubblicizzato esternamente, siamo più che soddisfatti del successo ottenuto.

La novità, rispetto alle serate classiche del venerdì è stata nell’aggiungere un po’ più di competizione che, normalmente, risulta marginale durante le nostre partite. Il torneo era strutturato come segue: quattro gironi da quattro giocatori l’uno che si sono sfidati a rotazione in partite a tre sfidanti. Ad ogni partita, in base al posizionamento, è stato assegnato un punteggio. Coloro che hanno guadagnato più punti hanno avuto l’accesso alla finale.

Per permettere anche ai meno esperti di partecipare senza venir penalizzati troppo dall’esperienza dei veterani, abbiamo deciso di iniziare con le corporazioni base, che non danno alcun bonus e consentono di cominciare con una discreta quantità di soldi.

Una volta resi pubblici i nomi dei partecipanti, si sono aperte le scommesse su chi avrebbe portato a casa la coppa del vincitore. I grandi conoscitori di questo gioco non hanno deluso le aspettative di chi ha seguito lo sviluppo delle partite: si sono garantiti la finale senza troppi
problemi.

A conti fatti è stato interessante notare come i giocatori si siano impegnati e come la competizione sia stata un fattore che non si è rivelata negativa e dissuadente. Sono gratificato per quello che ne è uscito. È stato un lavoro molto impegnativo, però mi ha ripagato la soddisfazione di vedere gli iscritti divertirsi con questo formato di partite.

Brava Nadia che si è portata a casa il primo posto, guadagnandosi così un buono regalo utilizzabile al Camelot Store. E grazie a Nicola per il supporto tecnico.

Complimenti anche a tutti i partecipanti che hanno dimostrato che si può vivere il gioco competitivo in modo sano e dando la precedenza al fair play e all’amicizia.

Il ritorno di Dune

Incredibile ma vero: Dune, dopo decenni di attesa, tornerà sugli scaffali. A riproporre questo grande classico, un gioco che dura almeno un’intera giornata, ci penserà la casa editrice Gale Force Nine.
Assolutamente da tenere sott’occhio gli sviluppi al riguardo.