Giochi invernali

L’inverno è una delle stagioni più idonee per dilettarsi con i giochi da tavolo. Si può restare a casa al calduccio quando fuori fa freddo ed è brutto tempo, passando dei bei momenti con dei buoni amici. Sempre d’inverno i titoli ambientati sulla neve tornano ad avere un certo fascino.
Tra quelli più riusciti abbiamo:
K2 / Mount Everest (giochi di percorso nei quali si deve scalare le montagne più famose al mondo)
Snow Tails (gioco di gare con husky e slitte)
Pinguin Pescatore (pinguini in cerca di pesci al polo sud)
Expedition: Northwest Passage (gioco d’esplorazione al polo nord)
Himalaya (commercio di merci sulla famosa catena montuosa)
Il Trono di Spade (gioco di diplomazia e tradimenti: l’inverno sta arrivando!)
Conflict of Heroes: Awakening the Bear (gioco di guerra: operazione Barbarossa – iniziata d’estate, finita d’inverno)

Buon gioco e felice anno nuovo.

Giochi di piazzamento lavoratori e gestione risorse

I gestionali con piazzamento lavoratori sono quei giochi nei quali bisogna gestire risorse acquisite tramite il piazzamento dei propri omini. Di norma durante il proprio turno si è di fronte a varie opzioni e lo scopo è capire quale di esse è la migliore per la propria strategia a lungo termine. In simili titoli l’interazione di norma è indiretta. Ci si concentra maggiormente su quello che si vuole fare di costruttivo.
Il titolo più famoso di questa categoria è sicuramente Caylus, seguito a ruota da Agricola.
Il primo è un gioco di William Attia ambientato in Francia nel 1289. Re Filippo il Bello decide di costruire un nuovo castello con l’aiuto di abili costruttori (i giocatori). Attorno al castello si forma dunque un villaggio con vari edifici dai diversi compiti e chi alla fine ha più prestigio ottiene la vittoria.
Il secondo invece è un gioco di Uwe Rosenberg nel quale ogni giocatore deve gestire la propria fattoria nel miglior modo possibile. Lo scopo è quello di procreare figli, allevare bestiame e coltivare la terra. La persona che a fine partita ha la fattoria più prosperosa viene dichiarato come vincitore.
Sempre dello stesso autore abbiamo anche altri giochi come Le Havre e Ora et Labora.
Richard Breese e il duo Jeroen Doumen & Joris Wiersinga sono i pionieri di questa categoria.
Keyflower – uscito solo di recente – è il titolo più popolare dell’autore inglese, mentre il duo olandese è famoso soprattutto per Antiquity.
Al giorno d’oggi di giochi di questo genere ce ne sono a volontà. Per chi non volesse nulla di eccessivamente impegnativo c’è ad esempio Stone Age, chi preferisce un’ambientazione fantasy può puntare su Lords of Waterdeep, l’anno scorso andava invece molto di moda il titolo sui maya Tzolk’in: Il Calendario Maya.

I giochi della Avalon Hill

I giochi della rinomata casa editrice americana Avalon Hill hanno fatto la storia dei giochi da tavolo. Fondata da Charles S. Roberts – autore di Tactics II – la Avalon è rimasta impressa nei ricordi per i suoi giochi di guerra innovativi e per aver proposto al grande pubblico giochi di strategia complessi e molto lunghi. Tra i suoi titoli più famosi abbiamo Diplomacy di Allan B. Calhamer, Civilization e 1830 di Francis Tresham, Advanced Squad Leader, The Republic of Rome e Age of Renaissance di Don Greenwood, Dune di Bill Eberle, Jack Kittredge e Peter Olotka, Merchant of Venus, Magic Realm e Gunslinger di Richard Hamblen, History of the World dei Ragnar Brothers, Britannia di Lewis Pulsipher, Titan di Jason B. McAllister, Up Front di Courtney F. Allen, e altri ancora.
Ogni tanto, quando si parla con i giocatori più anziani, traspare un po’ la nostalgia dei lontani anni ’70, ’80 e ’90, al tempo in cui le serate, se non le giornate intere, venivano dedicate a giochi complessi, lunghi, con molti giocatori. Gli eurogames a confronto, anche quelli più tosti, sono decisamente più brevi e leggeri, pensati per un pubblico più vasto.
Scomparsa nel 1998, o meglio assorbita dalla Hasbro, la Avalon Hill ha segnato profondamente la storia dei giochi da tavolo. Merita di essere ricordata con onore, anche perché il contributo che ha dato alla realtà ludica è davvero notevole.

Giochi cooperativi

I giochi cooperativi sono quei giochi nei quali bisogna lavorare tutti assieme per poter battere il gioco. Si vince o si perde con gli altri.
Il titolo più popolare in questa categoria è Pandemia. In esso il mondo è stato afflitto da varie malattie molto contagiose. Il compito dei giocatori è quello di trovare una cura per poter salvare l’umanità.
Sempre dello stesso autore – Matt Leacock – esiste anche L’Isola Proibita. In questo titolo si è degli avventurieri che sbarcano su un’isola con l’obiettivo di trovare quattro differenti tesori. Il problema è che l’isola sta lentamente sprofondando nelle acque profonde dell’oceano.
Antoine Bauza ha inventato pure lui due interessanti cooperativi semplici. Uno è Hanabi nel quale i giocatori devono creare uno spettacolo pirotecnico, l’altro è Ghost Stories in cui si è dei monaci taoisti che cercano di evitare di far tornare in vita Wu-Feng, una divinità oscura.
Di giochi di questo tipo ce ne sono molti altri ancora con le ambientazioni e le meccaniche più disparate. Le Leggende di Andor è un fantasy, Space Alert offre un’ambientazione fantascientifica, Flash Point ricrea incendi con persone da salvare, in Zombicide si deve sopravvivere agli zombi, Gears of War è un adattamento al famoso videogioco, in Yggdrasil si ha a che fare con la mitologia nordica, Arkham Horror, Robinson Crusoe e Il Signore degli Anelli si rifanno a grandi classici della letteratura, Shadows over Camelot ripropone leggende arturiane, ecc.
Cooperare è meno evidente di quello che si può pensare. Lavorare tutti assieme senza escludere nessuno, facendo sentire tutti importanti e partecipi, è tutt’altro che semplice. A voi la sfida.
Buon gioco.

Giochi per bambini

È stato annunciato da poco il vincitore del Kinderspiel des Jahres 2013, il gioco dell’anno per bambini. Il primo posto l’ha conquistato Der verzauberte Turm della casa editrice Drei Magier Spiele. Il gioco creato da Inka e Markus Brand – già famosi per titoli più complessi stile Village – è indipendente dalla lingua. All’interno della scatola c’è anche il regolamento in italiano. Un breve video di presentazione lo si trova al seguente link: esempio di gioco. Si tratta di un titolo adatto per bambini tra i 5 e 6 anni. È importante tenere a mente che nel mondo dei giochi per bambini i titoli si suddividono per fasce.

Tra i giochi adatti per bambini fra i 4 e 5 anni abbiamo:
Picchiatello (Gino Pilotino), valido anche solo tra adulti
Zicke Zacke – Spenna il Pollo
Viva Topo!
The Kids of Carcassonne

Alcuni titoli idonei per bambini tra i 5 e 6 anni:
La Danza delle Uova, giocabile anche solo tra adulti
Il Pirata Nero
Die kleinen Zauberlehrlinge
Prendi la Mira, Diego!

Tra i 6 e 7 anni si può far giocare invece:
Burg Appenzell
Das Magische Labyrinth
Dobble, giocabile a qualsiasi età
Rory’s Story Cubes, valido anche solo tra adulti
Qwirkle, non ha limiti d’età

Dagli 8 anni in poi i bambini si possono introdurre in buona parte dei giochi esistenti.

Giochi con i dadi

Quando si parla di giochi con i dadi la prima cosa a cui si pensa è il gioco d’azzardo. Da un punto di vista etimologico “azzardo” deriva effettivamente dalla parola araba “az-zahr” che significa “dado”. I più antichi giochi d’azzardo erano giochi con i dadi, giochi a fine di lucro in cui l’alea era predominante rispetto all’abilità dei singoli giocatori. Al giorno d’oggi però le cose sono un po’ cambiate. Certi autori hanno cercato di mitigare il fattore fortuna dei dadi creando meccanismi di gioco che permettano ai giocatori di avere delle opzioni di fronte all’esito del lancio dei dadi e di non essere quindi in balia della sorte.
Recentemente è stato in particolare l’autore tedesco Stefan Feld a proporre alcuni titoli di questo genere, giochi di strategia in cui bisogna gestire i propri dadi. Die Burgen von Burgund e Bora Bora sono i suoi due titoli più famosi in tal senso.
Prima di lui i belgi Sébastien Dujardin, Xavier Georges e Alain Orban hanno inventato Troyes, Jeffrey D. Allers e Bernd Eisenstein Alea Iacta Est e Tory Niemann Alien Frontiers.
Di giochi di questo genere ce ne sono molti altri ancora. Ultimamente c’è stata una sorta di boom.
Il mondo dei giochi di dadi non si ferma comunque di certo qui. Oltre ai giochi in cui bisogna gestire i dadi, esistono giochi di destrezza con i dadi (Dungeon Fighter, Tumblin-Dice), giochi di narrazione con i dadi (Rory’s Story Cubes), giochi di “dice building” (Quarriors!) e via dicendo.
Si è fatto di tutto e di più. Il dado è da tempo che ha smesso di essere esclusivamente abbinato al gioco d’azzardo e quindi ai soldi. Da noi si gioca sempre e solo per divertimento e in alcuni casi il dado non è addirittura nemmeno più abbinato alla fortuna.

Giochi di civilizzazione

È uscito l’ultimo numero (20) di ILSA – Informazione ludica a scatola aperta. Questa volta gli editori della rivista si sono occupati dei giochi di civilizzazione.
Civilization (Francis Tresham), Sid Meier’s Civilization (Kevin Wilson), Through the Ages (Vlaada Chvátil), Struggle of Empires (Martin Wallace), Age of Renaissance (Don Greenwood) sono solo alcuni dei titoli presi in considerazione. Bisogna dire che sono tutti giochi complessi, poco adatti a giocatori alle prime armi. I giochi sono però tutti dei bei titoli.

Una buona gratuita lettura.

Party games

I party games sono quei giochi leggeri adatti per le compagnie numerose (6-12 persone), per eventi speciali come ad esempio il natale o la pasqua, e/o per gente che di norma non gioca a giochi da tavolo.
Negli anni ’60 ci si divertiva con Twister e Charades.
Negli anni ’80 i party games in voga erano Taboo, Trivial Pursuit, Pictionary, Werewolf, Perudo e Bausack.
Negli anni ’90 sono arrivati Cranium, Jungle Speed, Time’s Up, PitchCar, Activity e Anno Domini.
Al giorno d’oggi la gente si diverte con Dixit, The Resistance, Dobble, Duplik, Bang!, Saboteur, Say Anything, Telestrations e Fantascatti.
I giochi in circolazione sono ovviamente molti di più. Questa è solo una selezione.

Come si può notare, ci sono giochi un po’ per tutti i gusti. Si va da quelli di destrezza (Dobble) a quelli di creatività e fantasia (Dixit), dai giochi di bluff (The Resistance) ai giochi in cui bisogna disegnare qualcosa (Duplik), dai giochi di parole (Say Anything) ai giochi in cui bisogna fare il mimo (Charades). Non c’è che l’imbarazzo della scelta. 😀

Quando l’arte si fa gioco

Fresco, Modern Art, Pastiche e Masters Gallery sono 4 dei migliori giochi in circolazione legati al mondo dell’arte. Per tutti gli appassionati della tematica, questi sono giochi sicuramente da tenere in particolare considerazione.
Nel primo titolo creato da Wolfgang Panning, Marco Ruskowski e Marcel Süsselbeck il compito dei giocatori è di restaurare un affresco che si trova in una chiesa rinascimentale. Un video di presentazione lo si trova qui.
Il secondo è un gioco d’aste di Reiner Knizia, nel quale bisogna comprare dipinti di artisti emergenti nella speranza di rivenderli poi a un prezzo più alto. Il gioco viene brevemente presentato qui.
In Pastiche di Sean D. MacDonald i giocatori sono chiamati a gestire vari colori, per ricreare alcuni dei dipinti più famosi degli ultimi sei secoli in Europa. Il gioco viene egregiamente presentato nel seguente link.
Infine Masters Gallery è un altro gioco di Reiner Knizia. Il titolo è uscito anche con il nome Modern Art: The Card Game, anche se con immagini diverse (si veda qui). Personalmente raccomando la versione Masters Gallery per il semplice motivo che i dipinti di Van Gogh, Monet, Renoir, Vermeer e Degas non hanno rivali. Una video-recensione del gioco la si trova qui.

Un saluto a tutti gli amanti dell’arte.

Monster games

Siete per caso convinti che un gioco che duri più di 2 ore sia un gioco lungo?
Sarà che non avete mai giocato a Through the Ages: La Storia delle Civiltà la cui durata varia dalle 3 alle 5 ore.
Siete convinti che Through the Ages sia un gioco lungo?
Sarà che non avete mai giocato a Twilight Imperium 3 la cui durata può arrivare tranquillamente fino alle 8 ore, se non di più.
Siete convinti che Twilight Imperium 3 sia un gioco lungo?
Sarà che non avete mai giocato a World in Flames, un gioco che necessita di 2 settimane intere di gioco (100 ore).
Siete convinti che World in Flames sia un gioco lungo?
Sarà che non avete mai giocato a The Campaign for North Africa, ma non siete di certo gli unici. È uno dei giochi più complessi al mondo. Si tratta di un gioco di simulazione di guerra. Gira voce che mai nessuno l’abbia giocato tutto fino in fondo. E ci credo. La durata del gioco è stimata a 72’000 ore! Questo significa che se uno al posto di lavorare giocasse 8 ore al giorno, 5 giorni su 7 alla settimana, ci impiegherebbe ben 7 mesi per finire il gioco. Che dire? Ora sapete cosa fare una volta andati in pensione! Vi trovate altri 9 volontari (sì, perché il gioco richiede 10 giocatori, 5 per fazione) e giocate.
Andrea Angiolino ha scritto tempo fa un interessante articolo su questo affascinante monster game. Lo si trova qui.
Buona lettura.

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