Perché l’essere umano gioca?

Il termine gioco è una parola molto comune che i bambini imparano a utilizzare già in tenera età. Ma cosa significa concretamente giocare e come mai l’essere umano gioca?
Al riguardo esistono varie teorie molto diverse tra di loro.

Nel corso dei secoli il gioco è stato concepito come:
– svago (rigenerazione dopo il lavoro);
– surplus di energia (eccedenza di energia fisico-mentale la quale verrebbe utilizzata per giocare);
– esercizio di capacità (allenare le tecniche di sopravvivenza elementari);
– difesa da esperienze traumatiche (rivivere tramite il gioco momenti del passato che sono risultati traumatici per superare il problema);
– evasione dalla realtà (sfuggire al mondo disincantato);
– impulso istintivo (un comportamento innato);
– motore della cultura (scienza, arte, filosofia, letteratura sarebbero il risultato di attività ludiche);
– comprensione della realtà (curiosità nello scoprire la realtà circostante);
– attività cognitiva (risultato dello sviluppo intellettuale);
– dialettica (imparare ad adattarsi alla realtà circostante e allo stesso tempo imparare a interagire in modo creativo con il mondo).

Al giorno d’oggi la tendenza è quella di sostenere un modello esplicativo pluralistico. Il motivo per cui l’essere umano gioca è visto dunque in più fattori che bisogna integrare tra di loro per comprendere al meglio il fenomeno ludico. Detto in altre parole, una risposta semplice e univoca non esiste.

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