Giochi con i dadi

Quando si parla di giochi con i dadi la prima cosa a cui si pensa è il gioco d’azzardo. Da un punto di vista etimologico “azzardo” deriva effettivamente dalla parola araba “az-zahr” che significa “dado”. I più antichi giochi d’azzardo erano giochi con i dadi, giochi a fine di lucro in cui l’alea era predominante rispetto all’abilità dei singoli giocatori. Al giorno d’oggi però le cose sono un po’ cambiate. Certi autori hanno cercato di mitigare il fattore fortuna dei dadi creando meccanismi di gioco che permettano ai giocatori di avere delle opzioni di fronte all’esito del lancio dei dadi e di non essere quindi in balia della sorte.
Recentemente è stato in particolare l’autore tedesco Stefan Feld a proporre alcuni titoli di questo genere, giochi di strategia in cui bisogna gestire i propri dadi. Die Burgen von Burgund e Bora Bora sono i suoi due titoli più famosi in tal senso.
Prima di lui i belgi Sébastien Dujardin, Xavier Georges e Alain Orban hanno inventato Troyes, Jeffrey D. Allers e Bernd Eisenstein Alea Iacta Est e Tory Niemann Alien Frontiers.
Di giochi di questo genere ce ne sono molti altri ancora. Ultimamente c’è stata una sorta di boom.
Il mondo dei giochi di dadi non si ferma comunque di certo qui. Oltre ai giochi in cui bisogna gestire i dadi, esistono giochi di destrezza con i dadi (Dungeon Fighter, Tumblin-Dice), giochi di narrazione con i dadi (Rory’s Story Cubes), giochi di “dice building” (Quarriors!) e via dicendo.
Si è fatto di tutto e di più. Il dado è da tempo che ha smesso di essere esclusivamente abbinato al gioco d’azzardo e quindi ai soldi. Da noi si gioca sempre e solo per divertimento e in alcuni casi il dado non è addirittura nemmeno più abbinato alla fortuna.

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