La magia di Play, fiera del gioco a Modena (06-07.04.2013)

E’ il secondo anno che collaboro con l’associazione Casus Belli di Latina e per il secondo anno ho presentato Memoir ’44.

La magia citata nel titolo si fa sentire già a partire dalle 08.30, orario di apertura dei cancelli per espositori e dimostratori. La vastità degli spazi ancora vuoti, l’immensa spianata dei tavoli in attesa di essere presi d’assalto, i saluti agli amici incontrati l’anno prima e letti periodicamente sui vari forum,  i volti seri dei collaboratori alla ricerca dell’ultimo cartello o della scatola da esporre che puntualmente è nascosta in fondo alle borse e poi l’annuncio all’altoparlante: Signori, apriamo le casse ai visitatori.

Un ultimo bel respiro, un sorriso ai vicini di stand e via.

Sorridi, spiega, prepara il prossimo scenario, ringrazia, saluta, ridi, scherza, togliti quel sorriso ebete quando guardi la cosplayer ninja in reggipetto (piccolo) e pantaloncini (ancor più piccoli), informati ed informa, ascolta, incontra il venditore che ti deve consegnare tre tesori usati (nuovi). I giocatori ai tuoi tavoli hanno capito tutto e si divertono a tirare n-mila dadi e spostare gloriose fanterie e tremebondi corazzati, hai un attimo di pausa e ne approfitti per bighellonare un attimo tra gli stand. Ecco Tizio, devo salutarlo. E Caio, come è andato il torneo? E Sempronio, allora pronto il nuovo regolamento? Già stampate le prime espansioni? In bocca al lupo! Insomma, un sogno che si avvera, e seppur ti senti sperduto in questo oceano di colori e regole, sei però ben cosciente che tu, piccolissima rotellina nell’ingranaggio, il tuo sporco lavoro lo stai facendo (a vedere i volti degli ospiti al tuo stand, anche parecchio bene). Sporco lavoro? Fossero tutti così gli sporchi lavori! Non fai a tempo a renderti conto che hai fatto giocare 40 partite che è ora di chiudere. Per fortuna che gli amici Reggiani hanno prenotato a “La capra” a Codemondo dove con 20€ mangi e bevi come Luigi XIV durante la festa di compleanno. Ora però è il momento di andare a nanna (anche perché, dopo aver giocato a Twilight Struggle fino alle 3 di sabato mattina, il fisico non regge più come una volta).

Il mondo fatato dove stai vivendo non muta al sorgere del sole della domenica. Un po’ più di apprensione perché oggi ci devi arrivar da solo alla fiera, ma tutto sommato la strada ti è amica; ed ancora una volta ti scopri a sorridere guardando le facce meravigliate di bambini e giovani che hanno l’espressione di Alice mentre vaga nel paese delle meraviglie e tu, da buon cappellaio matto offri tazze di te drogate da chili di fantasia. Giunge finalmente la sera. I visitatori si diradano e l’aria, grazie anche all’apertura delle porte di sicurezza, si rinfresca. L’adrenalina cha ha accompagnato tutti a poco a poco scompare e restano espressione stanche ma felici. A fatica dadi e miniature rientrano nelle scatole ed ancor più a fatica le scatole verranno portate nei bauli, come se non ci si volesse distaccare da questo luogo senza aver ascoltato un ultimo bis.

Ma la vettura conosce a memoria la strada ed in un battibaleno (stazione di Terrazzano esclusa) ti ritrovi nell’accogliente vialetto di casa stanco, sudato, assetato, affamato, con la testa già piena di progetti per l’edizione dell’anno venturo.

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