CO2, Room 25 e Duplik

Nuovi arrivi nella collezione Giochintavola!
Room 25 è un cooperativo di breve durata che si è ispirato all’intrigante film Cube. C’è un piccolo problemino… chi sono i traditori?
Duplik è un simpaticissimo party game nel quale bisogna disegnare, ma non vince per forza di cose chi sa disegnare meglio. Si tratta di una sorta di evoluzione del grande classico Pictionary.
CO2 è l’ultima creazione dell’autore portoghese Vital Lacerda, già famoso per Vinhos. Lacerda si contraddistingue per giochi strategici complessi. In questo caso i giocatori saranno chiamati a collaborare forzatamente assieme per evitare che il mondo vada in rovina, creando energie sostenibili per l’ambiente, ma alla fine del gioco sarà solo 1 il vincitore.

Mostra giochi da salotto, giochi da osteria

Cosa offriva Milano tra il Cinquecento e l’Ottocento dal punto di vista ludico? È a questa stuzzicante domanda che cercherà di dare una risposta l’interessante mostra presente a Palazzo Morando (via S. Andrea 6, Milano) dedicata ai giochi da salotto, come anche ai giochi da osteria, che hanno fatto capolino in quel determinato periodo storico nella vita milanese.
La mostra sarà aperta solo ancora fino al 3 di marzo 2013. Noi come associazione abbiamo previsto una gita lì domenica 24 febbraio. Per coloro che fossero interessati e volessero partecipare (chiunque è ben accetto), può contattarci per avere maggiori informazioni e dettagli. L’entrata gratuita è prevista per le ore 11:30. Saremo accompagnati dal curatore della mostra Alberto Milano.

Per tutti gli appassionati di giochi da tavolo, è un’occasione da non perdere.

Scheda di presentazione: Giochi da salotto, giochi da osteria.

Il perché sì del perché no

Rubo il titolo da una ferocissima discussione del sito “Il Puzzillo” (sito satirico sui giochi da tavolo), spero non se ne abbiano a male.

Di ritorno dal Festival del Fumetto a Novegro, dove abbiamo collaborato con le Tane dei Goblin di Lodi e Milano, mi ritrovo con un paio di dubbi amletici che mi avrebbero fatto compagnia per un paio di notti a seguire.
Antefatto:
Durante il pomeriggio della domenica una coppia rallenta la sua passeggiata tra le corsie stracolme di action figures e fumetti e si mette a curiosare nella nostra offerta ludica.
Prontamente mi fiondo verso di loro e chiedo se sono interessati o se desiderano provare qualcosa. Il fidanzato/marito (chiamerò lui) è evidentemente incuriosito, lo capisco dal sorrisetto imbarazzato “vorrei ma non posso” che ha dipinto sul dolce, innocente, visino; la fidanzata/moglie (chiamerò lei) è evidentemente disgustata dalla nostra mercanzia sicuramente portatrice di chissà quali squilibri mentali.
Lui accenna ad un “proviamo…” prontamente contrastato da un “No grazie” emesso a labbra strette da lei. Alla mia conseguente domanda “Voi giocate abitualmente?” lei risponde in maniera negativa sottolineando che hanno cose più importanti da fare come pulire la casa, leggere, pensare al lavoro, …

Naturalmente sono oggetto di denigrazione da parte mia quando a fine giornata, commentando i tavoli e gli avventori ci narriamo le nostre esperienze e sensazioni; però…

Però, se da una parte è sì vero che se qualcuno non desidera giocare potrebbe anche evitare gli spazi ludici (solamente per il fatto che distoglie l’attenzione degli animatori da coloro che, mentre giocano, hanno bisogno di un chiarimento o di un suggerimento), d’altro canto, avendo pagato il biglietto, chiunque è libero di andare dove desidera e guardare quel che vuole con l’espressione che gli è più congeniale in quel momento.
Ed ecco il dilemma: sono giustificati le mie lamentele e i miei commenti sarcastici? Dopo notti insonni la risposta è no. Come non sopporto di sentir definire il “giocare” come attività esclusivamente per bambini e/o perditempo così non dovrei permettermi di definire un “non giocatore” come una persona che non ha capito nulla della vita. In fondo ognuno ha i suoi interessi e, soprattutto, la libertà di seguirli o meno. E chi sarei io per permettermi di sbeffeggiare o trattare con superficialità tali persone?
Disponibilità all’ascolto, al dialogo, a spiegare, ad accettare le esigenze altrui. Questa è la misera ricetta per diventare un divulgatore di giochi; per arricchirla basta un pizzico di umiltà, ricordandoci sempre che non siamo i portatori della verità e che ognuno è libero di rifiutare i nostri saggi consigli.

Venerdì: Cyclades

Tra i giochi da tavolo che si potranno gustare questo venerdì a Davesco (City Biliardo – 20:30) abbiamo:
– Cyclades (gioco di guerra ambientato nel periodo della mitologia greca)
– Snow Tails (gioco di corse con tema invernale)
– Yinsh (uno dei migliori giochi astratti per 2)
– Citadels (gioco con personaggi da scegliere)
– Ligretto (gioco di destrezza con carte)
– Jass (gioco nazionale svizzero di carte)
E molto altro ancora.

Se hai interesse e vuoi una volta sperimentare questo hobby, passa a trovarci. Ti aspettiamo. 😉

Giochi da tavolo nell’Antico Egitto

A cosa giocavano gli egiziani nel 3000 a.C.? A giochi da tavolo – ovviamente. Più di preciso a Senet e a Mehen – due dei giochi da tavolo più antichi al mondo.

Se sappiamo che già nell’Antico Egitto le persone giocavano a giochi da tavolo, è grazie a dei ritrovamenti archeologici. Le regole precise di entrambi i giochi sono ignote. Alcuni studiosi hanno proposto delle regole, ma sono purtroppo solo ipotesi non verificabili.
Curioso è comunque notare come i giochi da tavolo moderni abbiano degli antenati molto antichi. C’è una lunga tradizione alle spalle. Interessante è poi constatare – secondo alcuni studi – come tali giochi fossero popolari e diffusi.
Quindi, se addirittura forse i faraoni in persona giocavano a giochi da tavolo, perché mai non dovremmo farlo anche noi al giorno d’oggi?

I meeples di Carcassonne

Cosa fanno i meeples di Carcassonne durante la loro vita al di fuori del gioco? Scopriamolo assieme!

Alcuni ne approfittano per visitare luoghi esotici, godersi la spiaggia e prendere un po’ di sole, forse anche un po’ troppo…
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Altri si godono la montagna, affrontando sfide sempre più difficili.
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Ci sono poi quelli che preferiscono restare più tranquilli e godersi una qualche mostra d’arte in città.
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Altri vanno al cinema a vedere film un po’ strani…
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… come anche alcuni documentari storici.
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Ma quelli veri cosa fanno? Semplicemente giocano. A cosa? A The Resistance…
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… e una volta andati a dormire, sognano, sognano di tornare nel loro gioco preferito, vale a dire Carcassonne.
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Le immagini sono state create da Sampsa Ritvanen e prese da BoardGameGeek.com (qui).

Venerdì a sorpresa

Solito appuntamento settimanale da non perdere a Davesco.
Venerdì a partire dalle 20:30 al City Biliardo ci sarà modo di provare vari giochi da tavolo.
Se hai voglia di provare questo hobby, non farti sfuggire l’occasione: passa a trovarci. Abbiamo giochi adatti a chiunque.
Ti aspettiamo. 😉

Le vignette di Brian Barling

Brian Barling è un vignettista che ogni tanto si diverte a fare alcune vignette legate al mondo dei giochi da tavolo. Tra quelle più simpatiche abbiamo:

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Le immagini sono state prese da BoardGameGeek.com. Qualora gli aventi diritto lo richiedessero, esse saranno rimosse.

Come preparare un gioco da tavolo

Esistono giochi che non necessitano di alcuna preparazione specifica. Si possono giocare appena comprati.
Questo è dovuto al fatto che in essi il regolamento non è per nulla lungo né complicato, quindi lo si può svelto leggere anche prima di giocare. In genere i party games (Fantascatti), gli astratti (Blokus) e gli entry level (Coloni di Catan) rientrano in questa categoria di giochi.

Con giochi un po’ più complessi però bisogna procedere in un altro modo, se si vuole mantenere l’esperienza bella e soddisfacente.
In tal senso è bene e sensato che qualcuno nel gruppo faccia lo sforzo di leggersi per conto suo il regolamento, più volte, fino a quando non gli sono chiare le regole. Ogni tanto è anche necessario una partita di prova in solitario, per comprendere al meglio determinati meccanismi oscuri alla sola lettura del regolamento. Una volta che si è in grado di spiegare il gioco senza regole alla mano, lo si può presentare al gruppo o a chi di dovere. Il divertimento in questo modo è maggiormente garantito.

In altre parole, per godersi appieno i giochi da tavolo, bisogna prendersi del tempo per studiarsi i regolamenti prima ancora di proporre i giochi. Questo è ovviamente uno sforzo che non chiunque è disposto a fare nel suo tempo libero. Personalmente però trovo che si hanno solo dei vantaggi nell’imparare a leggere, capire, riassumere e spiegare ad altri le regole. Provare per credere.

Buon gioco. 😀