Venerdì all’insegna di Junta ed Eclipse

Junta ed Eclipse saranno i giochi principali della serata di venerdì 11 gennaio a Davesco. Il primo è un classico gioco all’americana fine anni ’70 di diplomazia, negoziazione e tradimenti. Il secondo è un gioco recente fantascientifico che ha riscosso parecchio successo.

Questo non significa che non si potrà giocare anche ad altro. I giochi che sono stati preparati per l’occasione sono:
– Seasons (it’s magic!)
– Tzolk’in: Il Calendario Maya (niente fine del mondo?)
– Keyflower (il meglio della key-series)
– The Great Zimbabwe (nell’Africa più profonda)
– Dungeon Petz (per i fans di Vlaada)
– Belfort (gioco di maggioranze)
– Alien Frontiers (gestione dadi nello spazio)
– Alcatraz (fuga da Alcatraz)
– Cosmic Encounter (fantascienza)
– Discworld (per i fans di Pratchett)
– Glen More (whisky e kilt)
– Libertalia (piratesco)
– Memoir ’44 (Adolf & Co.)
– Ubongo 3D (astratto)
– The Resistance (party game)
– Coup (party game)
– Diavolo (party game)
– Korsar (party game)
– Sobek (filler)
– Perudo (chi è pronto a sfidare Davy Jones?!)

Se hai interesse, passa a trovarci. Ti aspettiamo!

Knizia, Kramer, Rosenberg e Feld

Gli autori di giochi da tavolo di nazionalità tedesca sono veramente tanti. Tra quelli più famosi e conosciuti abbiamo: Reiner Knizia, Wolfgang Kramer, Uwe Rosenberg e Stefan Feld.

null null null Knizia, Kramer, Rosenberg e Feld

Knizia è uno degli autori più prolifici e famosi al mondo. Ha creato più di 400 giochi. Tra quelli più conosciuti abbiamo i suoi giochi di piazzamento tessere Tigris & Euphrates e Samurai, i suoi giochi d’asta Modern Art e Ra, giochi per 2 come ad esempio Le Città Perdute e Battle Line, e molto altro ancora, tra cui Geniale e Il Signore degli Anelli.
Kramer è un autore che lavora spesso e volentieri con altre persone. I suoi giochi più importanti sono frutto di collaborazioni: El Grande, Principi di Firenze, Tikal e Torres.
Rosenberg è famoso per il suo gioco leggero Bohnanza e per aver portato i gestionali a un livello superiore tramite Agricola, Le Havre, Alle Porte di Loyang e Ora et Labora.
Feld ha creato interessanti giochi nei quali bisogna gestire al meglio i dadi: Die Burgen von Burgund, Macao e Roma. Oltre a questo ha creato altri giochi in stile tedesco che hanno riscosso parecchio successo: Trajan, Notre Dame e Im Jahr des Drachen.

La Germania sforna ogni anno innumerevoli nuovi giochi da tavolo degni di nota e di un certo livello. Questi quattro autori non sono che la punta dell’iceberg, i principali rappresentanti di un movimento molto più vasto e variegato. Se l’hobby del gioco da tavolo si sta diffondendo sempre più, è anche merito loro.

Le immagini sono state prese da internet. Qualora gli aventi diritto lo richiedessero, esse saranno rimosse.

Occhio critico – Formula Dé

Nuova settimana, nuova occhiata critica ad un gioco già inserito nella lista di Giochintavola.
In questo caso parleranno gli esperti di uno dei più famosi giochi di simulazione “light” di corse automobilistiche; vai con la scienza e la sapienza!

Troppo determinante la fortuna coi dadi.
A questa non riesco proprio a trovare un commento.

Il gioco diventa lento con l’aumentare dei giocatori e se avete amici molto riflessivi che contano tutte le traiettorie possibili.
Se invece non ti fila nessuno e ci giochi da solo il gioco è velocissimo, praticamente non aspetti fra un turno e l’altro.

Beh devo dire che tra giochi tipo Caylus e questo ci sono approcci e concetti diversi.
Anche in questo caso sono esterrefatto da una così marcata profondità di pensiero.

Il gioco di per se non è male, ma l’ambientazione non mi attira.
Ottimo inizio per una recensione obbiettiva. Plauso perlomeno all’onestà.

Non concordo che il primo che taglia il traguardo ha vinto (traduzione letteraria), e noi modifichiamo con: quando tutti hanno finito il turno in cui si taglia il traguardo chi è andato più lontano ha vinto.
Noi giochiamo che chi caccia l’urlo più belluino dopo aver ingollato mezzo litro di birra ha vinto.

Unica pecca indipendentemente dal fattore fortuna è il suo acquisto. Io l’ho comprato ma i miei amici non amano le corse e spesso scelgono un altro gioco, quindi alla fine tende sempre a rimanere nell’armadio.
Giuro, sto cercando di capire se la pecca del gioco è quella di non piacere ai tuoi amici o il fatto che si trovi in commercio.

Gioco leggero. Piacevole il sistema di gestione delle scalate (non riesco a fare tre giri di fila senza uscire di strada… chissà perché).
Io un paio di idee le avrei.
P.S.: Considerato che quella che leggete è l’intera recensione, è meglio chiarire che per scalate l’autore intende l’inserimento di marce inferiori. Il rendere pubblica la propria incapacità di giocare può essere definito “una perla”.

I giochi preferiti dalle donne

Quali sono i giochi da tavolo che le donne giocano più volentieri?
Tony Ackroyd ha analizzato i voti femminili su BoardGameGeek e il risultato ottenuto è il seguente:
1) Agricola
2) Puerto Rico
3) Dominion: Intrigo
4) Alta Tensione
5) Through the Ages
6) Dominion
7) Tichu
8) Twilight Struggle
9) Antiquity
10) Le Havre

Al primo posto troviamo Agricola di Uwe Rosenberg, un gioco nel quale si è dei contadini e bisogna costruire e gestire la propria fattoria. Si tratta di un gestionale di una certa difficoltà, ma molto bello. In Puerto Rico invece bisogna gestire le proprie piantagioni situate vicino a San Juan, per poi spedire le merci nel Vecchio Mondo. La gestione di risorse è legato alla scelta di personaggi. Anche questo gioco – di Andreas Seyfarth – richiede un certo impegno, ma può dare molte soddisfazioni. Al terzo posto troviamo Dominion: Intrigo di Donald X. Vaccarino, una delle espansioni autonome di Dominion. È un interessante gioco di costruzione mazzi ambientato nel medioevo. Si è dei monarchi con l’obiettivo di espandere il proprio regno.

I 10 giochi più popolari sempre tra le donne sono invece questi:
1) Carcassonne
2) I Coloni di Catan
3) Puerto Rico
4) Ticket to Ride
5) Le Città Perdute
6) Alta Tensione
7) Semenza
8) Agricola
9) Citadels
10) Alhambra

Per introdurre il gentil sesso nel mondo dei giochi da tavolo, questi titoli (Carcassonne, Alhambra, I Coloni di Catan e Le Città Perdute) sono sicuramente più idonei di alcuni titoli presenti nell’altra lista (penso ad Antiquity, Twilight Struggle, Through the Ages e Le Havre) creati per giocatori e giocatrici più esperti.

Io personalmente consiglio poi di dare un’occhiata anche a questi giochi qua: Dixit, Finca, Takenoko e Stone Age.

Buon gioco e buon divertimento.

Fonti: qui e qua.

Venerdì: giochi da Essen

Questo venerdì sera – 4 gennaio – a partire dalle 20:30 ci sarà l’occasione di provare da noi a Davesco i seguenti giochi:
a) Novità da Essen 2012:
– Keyflower (il gioco più apprezzato durante la fiera)
– The Great Zimbabwe (Splotter Spellen!)
– Seasons (gioco di carte con combo)
b) Giochi in stile tedesco:
– Agricola (il gioco più amato dalle donne!)
– 7 Wonders (gestione risorse, sviluppo civiltà)
– Trajan (per i fans di Stefan Feld)
– Taluva (gioco di piazzamento)
c) Giochi all’americana:
– Junta (gioco di diplomazia)
– Battlestar Galactica (il miglior cooperativo con traditori in circolazione)
– Rex (Dune con l’ambientazione di Twilight Imperium)
– Cosmic Encounter (gioco fantascientifico)
– Illuminati (società segrete, dominio del mondo)
d) Giochi per 2:
– Il Signore degli Anelli – Living Card Game (per i fans di Tolkien)
– Memoir ’44 (gioco di guerra per 2)
e) Party Games:
– Tea Time (collezione tessere)
– Geistesblitz (colpo d’occhio e velocità di reazione)
– The Resistance (bluff, bugie e accuse)
– Uppsala: Europa (quanto bravo sei in geografia?)
– Saboteur (gnomi alla ricerca di pepite d’oro)
f) Altro:
– Quarriors! (dadi, dadi, dadi, e carte)
– Snow Tails (gioco di corse)
– Alien Frontiers (gioco fantascientifico con gestione dadi)
– Race for the Galaxy (gioco di carte fantascientifico)

Se hai interesse, passa a trovarci! Ti aspettiamo.

La top 10 dei giochi italiani

I 10 migliori giochi da tavolo creati da autori italiani sono attualmente:
1) La Guerra dell’Anello
2) Tzolk’in: Il Calendario Maya
3) Egizia
4) Kingsburg
5) Vasco da Gama
6) Lettere da Whitechapel
7) Bang!
8) De Vulgari Eloquentia
9) Wings of War: Famous Aces
10) Leonardo da Vinci

Questo è almeno il risultato che si ottiene consultando le votazioni della comunità di BoardGameGeek (tra i grandi esclusi abbiamo: Leo Colovini, Spartaco Albertarelli, Dario De Toffoli, Walter Obert, Marco Donadoni, ecc.).

Bang! è un party game di Emiliano Sciarra ambientato nel Far West che ha fatto parecchio successo non solo in Italia, adatto per gruppi di 5-7 persone. Si tratta di un gioco di carte.
Kingsburg è un gioco di Andrea Chiarvesio e Luca Iennaco adatto per le famiglie. Si è alla corte del re e bisogna amministrare il territorio attorno al castello. È un gioco nel quale bisogna gestire vari dadi e personaggi.
Lettere da Whitechapel e La Guerra dell’Anello sono entrambi giochi molto validi per 2 persone. Il primo è un gioco di deduzione di Gabriele Mari e Gianluca Santopietro. Uno assume il ruolo di Jack lo Squartatore, mentre l’altro quello dei detective alla caccia del serial killer. L’altro è un gioco tematico del trio Roberto di Meglio, Marco Maggi e Francesco Nepitello. Si tratta di un gioco per giocatori esperti, un must have per gli appassionati dei Signori degli Anelli.
Tra i giochi in stile tedesco abbiamo invece Tzolk’in: Il Calendario Maya (Simone Luciani e Daniele Tascini), Egizia (gli Acchittocca), Vasco da Gama (Paolo Mori), De Vulgari Eloquentia (Mario Papini) e Leonardo da Vinci (gli Acchittocca). Sono tutti giochi validi e di un certo spessore.
Per gli amanti dei giochi di guerra leggeri abbiamo infine Wings of War di Andrea Angiolino e Pier Giorgio Paglia.

Questo è tutto per quanto riguarda l’Italian Style.

Fonte: Italian Top 100

Occhio critico – Quoridor

Bel gioco, anche se dopo un po’ stanca, soprattutto se si gioca sempre con la stessa persona.
Tu non sei uno di quelli che “una donna è per sempre” vero?

Molto divertente e strategico in 4, purtroppo in 2 perde molto.
Essendo un gioco pensato per due, con l’aggiunta di una variante per 4 direi che hai compreso appieno il concetto.

Divertente e originale. Unico difetto: se vengono fatte alcune mosse scellerate all’inizio la partita è già segnata.
Non una, più mosse scellerate. Non una, più ditate negli occhi. E pretendere di vederci ancora come un falco.

Giocando si costruisce un vero e proprio labirinto e devo dire che questo regala anche un’esperienza estetica non da poco. Consigliatissimo.
Spero di non dover mai ammirare i quadri appesi alle pareti di casa tua.

Occhio critico – Introduzione

Oramai è passato un po’ di tempo da quando ho cominciato ad interessarmi di giochi da tavolo, e sono guarito dalle sue due più terribili affezioni: l’acquisto compulsivo e l’occhio di Peter Pan.

Guarire dall’acquisto compulsivo è facile: quando capisci di esserti ridotto come i contadini di Agricola, ovvero con la psicosi di non riuscire a mangiare nella fase di raccolto (= fine mese) capisci pure che è il caso di comprare più pane e formaggio e meno dadi, token e meeples.
Guarire dall’occhio di Peter Pan non è invece così scontato ed è collegato all’aspirazione di diventare un “esperto” o, perlomeno, un conoscitore del campo che ti appassiona.
Nel caso dei giochi da tavolo la summenzionata aspirazione è la punta di uno spillo: l’idea di un passo falso ti fa piombare dalla cima della conoscenza al baratro del grottesco, dove i tuoi estimatori non sanno se ridere delle boiate che dici o piangere all’idea che sei convinto di quanto appena asserito.

La frase “Mi piace perché…” è il punto di volta che divide l’appassionato dall’esperto.

“K2 mi è piaciuto perché mi ricorda quando ero da solo in cima al Pizzo Molare in novembre”.
E’ un appassionato di montagna che parla, ricorda le sue emozioni, se ne frega delle meccaniche, del downtime, dell’alea e di tutti i paroloni con cui gli esperti si riempiono la bocca (attenzione! Al momento non ho ancora detto di NON essere un esperto…).

“K2 mi piace perché devo riuscire ad adattare la mia strategia alle mutevoli condizioni delle mie pedine sulla plancia”.
Cominciamo a sfiorare il gusto del gioco (pochi di noi sono alpinisti himalayani, e quei pochi di solito o non giocano a K2 o non leggono questo blog). K2 ha un meccanismo che obbliga alla speculazione di cosa poter fare. L’assertore della frase non sa come funziona, ma gli piace; siamo ancora nell’ambito delle sensazioni, ma qui sono le sensazioni che dà il gioco, non l’esperienza al di fuori del gioco.

“K2 mi piace perché, partendo fondamentalmente dal gioco dell’oca è riuscito ad introdurre la variabile “sforzo” tramite delle carte pescate alla cieca che permettono il movimento e la variabile “meteo” data da delle plance scelte a caso su un percorso che graficamente rappresenta il raggiungimento di una vetta. Queste meccaniche ben si sposano con l’ambiente della montagna, mai prevedibile”.
Cosa ho letto? Ho letto di un gioco che ricorda la montagna, in cui devo spostare delle pedine su un tracciato grazie a delle carte e delle plance che non sono determinate in precedenza ma vengono scoperte a caso e so che l’aleatorietà è un punto molto presente in questo gioco. Ho quindi praticamente tutti gli elementi per poter decidere se continuare ad informarmi o se cercare qualcos’altro.

Tutto questo per dire cosa?
Per dire che oramai non è più tutto oro quello che luccica ai miei occhi. Che vi sono anche giochi brutti e noiosi (per me), ma che devo, se voglio essere un esperto e non un pagliaccio, saper scindere le mie esperienze e le mie sensazioni da quello che il gioco è in realtà.
E non devo gridare al miracolo solo perché tutti gridano al miracolo a seguito della moda, o gridare schifo quando tutti gridano miracolo perché fa più connaisseur da salotto mondano.
E a volte è meglio non gridare.

Il primo gioco di cui ho osservato le “grida” è stato Quoridor, non so le recensioni, ma i miei commenti sì che son scritti di getto.

Giochi di ruolo

I giochi di ruolo sono una sotto-categoria dei giochi da tavolo, rappresentano un mondo a sé. In essi ogni giocatore assume il ruolo di un personaggio, si immedesima con esso, e vive una storia che viene narrata dai giocatori.

Tra i giochi di ruolo tradizionali abbiamo: Dungeons & Dragons, Il Richiamo di Cthulhu, Vampiri: La Masquerade e Rolemaster.
Sono giochi che necessitano la presenza di un master, in cui bisogna prendersi del tempo per preparare e creare i personaggi. Le campagne possono essere molto lunghe. Le si suddividono di norma in innumerevoli sessioni diverse. L’esperienza di gioco ha un non so che di epico, ma bisogna avere un gruppo disposto a prendersi molto tempo.

Tra i giochi di ruolo della nuova generazione abbiamo: Fiasco, Il Gusto del Delitto, Montsegur 1244 e Un Penny per i miei Pensieri.
A differenza dei giochi di ruolo tradizionali, questi giochi di ruolo (chiamati anche indie, story games, new wave) non necessitano né della presenza di un master, né di alcuna preparazione specifica. Si possono giocare in un’unica sessione (in un’unica serata) e l’aspetto interpretativo è in maggior risalto. In “Un Penny per i miei Pensieri” ad esempio i dadi non ci sono proprio. Tutto si basa sulla narrazione dei giocatori che stabiliscono in base a cosa dicono, come andrà a finire la loro “riabilitazione”.

Altri giochi di ruolo attuali di successo: Pathfinder, Savage Worlds e Il Mondo dell’Apocalisse.

Giochi di deduzione e investigazione

I giochi di deduzione e investigazione sono quei giochi nei quali bisogna scoprire dei dati mancanti per poter risolvere un determinato mistero, ciò che non è chiaro. Questo processo avviene tramite la scoperta di indizi e con il ragionamento deduttivo.

Il capostipite e allo stesso tempo il gioco più famoso di questo genere è sicuramente l’intramontabile Cluedo. Stiamo parlando di un gioco del 1949! È un grande classico nel quale bisogna fare i detective e scoprire chi ha commesso il delitto, con cosa e dove.
Mystery Express e Il Mistero dell’Abbazia rappresentano un’evoluzione moderna di questo tipo di gioco.

Negli anni ’80 i giochi d’investigazione hanno raggiunto il loro apice di successo grazie ai seguenti titoli:
Sherlock Holmes Consulting Detective
Orient Express
Scotland Yard

Sono tre giochi fondamentalmente diversi. Il primo lo si può classificare tra i librogames e può essere giocato sia in modo cooperativo, come anche in modo competitivo. Ciò che bisogna fare è battere Sherlock Holmes cercando di risolvere il caso prima di lui. Il secondo è un gioco ambientato sul famoso treno Orient Express. Si circola tra i vagoni alla ricerca d’indizi per risolvere il delitto che c’è stato sul treno e bisogna farlo prima che si giunga a destinazione (Istanbul). L’atmosfera è quella che si può respirare leggendo il famoso libro di Agatha Christie “Assassinio sull’Orient-Express”. L’ultimo dei tre è invece un semi-cooperativo. Uno del gruppo è mister X e deve scappare dagli agenti di Scotland Yard. Quest’ultimi si devono coalizzare tra di loro per cercare di arrestare il fuggitivo prima che scappi da Londra.
Lettere da Whitechapel e La Furia di Dracula rappresentano un’evoluzione di Scotland Yard.

La lista dei giochi di deduzione e investigazione potrebbe continuare ancora a lungo. Tra quelli più rilevanti abbiamo:
The Name of the Rose (dal famoso romanzo di Umberto Eco “Il nome della rosa”)
Lady Alice (si è dei bambini sotto la tutela di Sherlock Holmes)
Mr. Jack (gioco per 2)
Sleuth (un classico di Sid Sackson)
Inkognito (un classico di Alex Randolph e Leo Colovini ambientato al carnevale di Venezia)

Buon gioco!