Venerdì: giochi da Essen

Questo venerdì sera – 4 gennaio – a partire dalle 20:30 ci sarà l’occasione di provare da noi a Davesco i seguenti giochi:
a) Novità da Essen 2012:
– Keyflower (il gioco più apprezzato durante la fiera)
– The Great Zimbabwe (Splotter Spellen!)
– Seasons (gioco di carte con combo)
b) Giochi in stile tedesco:
– Agricola (il gioco più amato dalle donne!)
– 7 Wonders (gestione risorse, sviluppo civiltà)
– Trajan (per i fans di Stefan Feld)
– Taluva (gioco di piazzamento)
c) Giochi all’americana:
– Junta (gioco di diplomazia)
– Battlestar Galactica (il miglior cooperativo con traditori in circolazione)
– Rex (Dune con l’ambientazione di Twilight Imperium)
– Cosmic Encounter (gioco fantascientifico)
– Illuminati (società segrete, dominio del mondo)
d) Giochi per 2:
– Il Signore degli Anelli – Living Card Game (per i fans di Tolkien)
– Memoir ’44 (gioco di guerra per 2)
e) Party Games:
– Tea Time (collezione tessere)
– Geistesblitz (colpo d’occhio e velocità di reazione)
– The Resistance (bluff, bugie e accuse)
– Uppsala: Europa (quanto bravo sei in geografia?)
– Saboteur (gnomi alla ricerca di pepite d’oro)
f) Altro:
– Quarriors! (dadi, dadi, dadi, e carte)
– Snow Tails (gioco di corse)
– Alien Frontiers (gioco fantascientifico con gestione dadi)
– Race for the Galaxy (gioco di carte fantascientifico)

Se hai interesse, passa a trovarci! Ti aspettiamo.

La top 10 dei giochi italiani

I 10 migliori giochi da tavolo creati da autori italiani sono attualmente:
1) La Guerra dell’Anello
2) Tzolk’in: Il Calendario Maya
3) Egizia
4) Kingsburg
5) Vasco da Gama
6) Lettere da Whitechapel
7) Bang!
8) De Vulgari Eloquentia
9) Wings of War: Famous Aces
10) Leonardo da Vinci

Questo è almeno il risultato che si ottiene consultando le votazioni della comunità di BoardGameGeek (tra i grandi esclusi abbiamo: Leo Colovini, Spartaco Albertarelli, Dario De Toffoli, Walter Obert, Marco Donadoni, ecc.).

Bang! è un party game di Emiliano Sciarra ambientato nel Far West che ha fatto parecchio successo non solo in Italia, adatto per gruppi di 5-7 persone. Si tratta di un gioco di carte.
Kingsburg è un gioco di Andrea Chiarvesio e Luca Iennaco adatto per le famiglie. Si è alla corte del re e bisogna amministrare il territorio attorno al castello. È un gioco nel quale bisogna gestire vari dadi e personaggi.
Lettere da Whitechapel e La Guerra dell’Anello sono entrambi giochi molto validi per 2 persone. Il primo è un gioco di deduzione di Gabriele Mari e Gianluca Santopietro. Uno assume il ruolo di Jack lo Squartatore, mentre l’altro quello dei detective alla caccia del serial killer. L’altro è un gioco tematico del trio Roberto di Meglio, Marco Maggi e Francesco Nepitello. Si tratta di un gioco per giocatori esperti, un must have per gli appassionati dei Signori degli Anelli.
Tra i giochi in stile tedesco abbiamo invece Tzolk’in: Il Calendario Maya (Simone Luciani e Daniele Tascini), Egizia (gli Acchittocca), Vasco da Gama (Paolo Mori), De Vulgari Eloquentia (Mario Papini) e Leonardo da Vinci (gli Acchittocca). Sono tutti giochi validi e di un certo spessore.
Per gli amanti dei giochi di guerra leggeri abbiamo infine Wings of War di Andrea Angiolino e Pier Giorgio Paglia.

Questo è tutto per quanto riguarda l’Italian Style.

Fonte: Italian Top 100

Occhio critico – Quoridor

Bel gioco, anche se dopo un po’ stanca, soprattutto se si gioca sempre con la stessa persona.
Tu non sei uno di quelli che “una donna è per sempre” vero?

Molto divertente e strategico in 4, purtroppo in 2 perde molto.
Essendo un gioco pensato per due, con l’aggiunta di una variante per 4 direi che hai compreso appieno il concetto.

Divertente e originale. Unico difetto: se vengono fatte alcune mosse scellerate all’inizio la partita è già segnata.
Non una, più mosse scellerate. Non una, più ditate negli occhi. E pretendere di vederci ancora come un falco.

Giocando si costruisce un vero e proprio labirinto e devo dire che questo regala anche un’esperienza estetica non da poco. Consigliatissimo.
Spero di non dover mai ammirare i quadri appesi alle pareti di casa tua.

Occhio critico – Introduzione

Oramai è passato un po’ di tempo da quando ho cominciato ad interessarmi di giochi da tavolo, e sono guarito dalle sue due più terribili affezioni: l’acquisto compulsivo e l’occhio di Peter Pan.

Guarire dall’acquisto compulsivo è facile: quando capisci di esserti ridotto come i contadini di Agricola, ovvero con la psicosi di non riuscire a mangiare nella fase di raccolto (= fine mese) capisci pure che è il caso di comprare più pane e formaggio e meno dadi, token e meeples.
Guarire dall’occhio di Peter Pan non è invece così scontato ed è collegato all’aspirazione di diventare un “esperto” o, perlomeno, un conoscitore del campo che ti appassiona.
Nel caso dei giochi da tavolo la summenzionata aspirazione è la punta di uno spillo: l’idea di un passo falso ti fa piombare dalla cima della conoscenza al baratro del grottesco, dove i tuoi estimatori non sanno se ridere delle boiate che dici o piangere all’idea che sei convinto di quanto appena asserito.

La frase “Mi piace perché…” è il punto di volta che divide l’appassionato dall’esperto.

“K2 mi è piaciuto perché mi ricorda quando ero da solo in cima al Pizzo Molare in novembre”.
E’ un appassionato di montagna che parla, ricorda le sue emozioni, se ne frega delle meccaniche, del downtime, dell’alea e di tutti i paroloni con cui gli esperti si riempiono la bocca (attenzione! Al momento non ho ancora detto di NON essere un esperto…).

“K2 mi piace perché devo riuscire ad adattare la mia strategia alle mutevoli condizioni delle mie pedine sulla plancia”.
Cominciamo a sfiorare il gusto del gioco (pochi di noi sono alpinisti himalayani, e quei pochi di solito o non giocano a K2 o non leggono questo blog). K2 ha un meccanismo che obbliga alla speculazione di cosa poter fare. L’assertore della frase non sa come funziona, ma gli piace; siamo ancora nell’ambito delle sensazioni, ma qui sono le sensazioni che dà il gioco, non l’esperienza al di fuori del gioco.

“K2 mi piace perché, partendo fondamentalmente dal gioco dell’oca è riuscito ad introdurre la variabile “sforzo” tramite delle carte pescate alla cieca che permettono il movimento e la variabile “meteo” data da delle plance scelte a caso su un percorso che graficamente rappresenta il raggiungimento di una vetta. Queste meccaniche ben si sposano con l’ambiente della montagna, mai prevedibile”.
Cosa ho letto? Ho letto di un gioco che ricorda la montagna, in cui devo spostare delle pedine su un tracciato grazie a delle carte e delle plance che non sono determinate in precedenza ma vengono scoperte a caso e so che l’aleatorietà è un punto molto presente in questo gioco. Ho quindi praticamente tutti gli elementi per poter decidere se continuare ad informarmi o se cercare qualcos’altro.

Tutto questo per dire cosa?
Per dire che oramai non è più tutto oro quello che luccica ai miei occhi. Che vi sono anche giochi brutti e noiosi (per me), ma che devo, se voglio essere un esperto e non un pagliaccio, saper scindere le mie esperienze e le mie sensazioni da quello che il gioco è in realtà.
E non devo gridare al miracolo solo perché tutti gridano al miracolo a seguito della moda, o gridare schifo quando tutti gridano miracolo perché fa più connaisseur da salotto mondano.
E a volte è meglio non gridare.

Il primo gioco di cui ho osservato le “grida” è stato Quoridor, non so le recensioni, ma i miei commenti sì che son scritti di getto.

Giochi di ruolo

I giochi di ruolo sono una sotto-categoria dei giochi da tavolo, rappresentano un mondo a sé. In essi ogni giocatore assume il ruolo di un personaggio, si immedesima con esso, e vive una storia che viene narrata dai giocatori.

Tra i giochi di ruolo tradizionali abbiamo: Dungeons & Dragons, Il Richiamo di Cthulhu, Vampiri: La Masquerade e Rolemaster.
Sono giochi che necessitano la presenza di un master, in cui bisogna prendersi del tempo per preparare e creare i personaggi. Le campagne possono essere molto lunghe. Le si suddividono di norma in innumerevoli sessioni diverse. L’esperienza di gioco ha un non so che di epico, ma bisogna avere un gruppo disposto a prendersi molto tempo.

Tra i giochi di ruolo della nuova generazione abbiamo: Fiasco, Il Gusto del Delitto, Montsegur 1244 e Un Penny per i miei Pensieri.
A differenza dei giochi di ruolo tradizionali, questi giochi di ruolo (chiamati anche indie, story games, new wave) non necessitano né della presenza di un master, né di alcuna preparazione specifica. Si possono giocare in un’unica sessione (in un’unica serata) e l’aspetto interpretativo è in maggior risalto. In “Un Penny per i miei Pensieri” ad esempio i dadi non ci sono proprio. Tutto si basa sulla narrazione dei giocatori che stabiliscono in base a cosa dicono, come andrà a finire la loro “riabilitazione”.

Altri giochi di ruolo attuali di successo: Pathfinder, Savage Worlds e Il Mondo dell’Apocalisse.

Giochi di deduzione e investigazione

I giochi di deduzione e investigazione sono quei giochi nei quali bisogna scoprire dei dati mancanti per poter risolvere un determinato mistero, ciò che non è chiaro. Questo processo avviene tramite la scoperta di indizi e con il ragionamento deduttivo.

Il capostipite e allo stesso tempo il gioco più famoso di questo genere è sicuramente l’intramontabile Cluedo. Stiamo parlando di un gioco del 1949! È un grande classico nel quale bisogna fare i detective e scoprire chi ha commesso il delitto, con cosa e dove.
Mystery Express e Il Mistero dell’Abbazia rappresentano un’evoluzione moderna di questo tipo di gioco.

Negli anni ’80 i giochi d’investigazione hanno raggiunto il loro apice di successo grazie ai seguenti titoli:
Sherlock Holmes Consulting Detective
Orient Express
Scotland Yard

Sono tre giochi fondamentalmente diversi. Il primo lo si può classificare tra i librogames e può essere giocato sia in modo cooperativo, come anche in modo competitivo. Ciò che bisogna fare è battere Sherlock Holmes cercando di risolvere il caso prima di lui. Il secondo è un gioco ambientato sul famoso treno Orient Express. Si circola tra i vagoni alla ricerca d’indizi per risolvere il delitto che c’è stato sul treno e bisogna farlo prima che si giunga a destinazione (Istanbul). L’atmosfera è quella che si può respirare leggendo il famoso libro di Agatha Christie “Assassinio sull’Orient-Express”. L’ultimo dei tre è invece un semi-cooperativo. Uno del gruppo è mister X e deve scappare dagli agenti di Scotland Yard. Quest’ultimi si devono coalizzare tra di loro per cercare di arrestare il fuggitivo prima che scappi da Londra.
Lettere da Whitechapel e La Furia di Dracula rappresentano un’evoluzione di Scotland Yard.

La lista dei giochi di deduzione e investigazione potrebbe continuare ancora a lungo. Tra quelli più rilevanti abbiamo:
The Name of the Rose (dal famoso romanzo di Umberto Eco “Il nome della rosa”)
Lady Alice (si è dei bambini sotto la tutela di Sherlock Holmes)
Mr. Jack (gioco per 2)
Sleuth (un classico di Sid Sackson)
Inkognito (un classico di Alex Randolph e Leo Colovini ambientato al carnevale di Venezia)

Buon gioco!

Guida ai regali di natale

Volete regalare un gioco da tavolo per natale ma non sapete bene cosa scegliere?
Non preoccupatevi. La comunità di BoardGameGeek ha pensato già a tutto tramite questa guida:
Board Game Gift Guide 2012 (guida per regalo di gioco da tavolo)

Oltre a esserci una selezione dei giochi di maggior successo di sempre (Blokus, Carcassonne, Ticket to Ride, I Coloni di Catan, Pandemia e Dominion), troviamo dei consigli per giochi adatti a tutte le età (PitchCar, Incan Gold, Qwirkle, King of Tokyo e L’Isola Proibita), per adolescenti e adulti (Stone Age, Small World, Alien Frontiers, Risk Legacy, Lords of Waterdeep e 7 Wonders), per bambini grandicelli (Geniale, Escape: The Curse of the Temple, Castle Panic, Survive: Escape from Atlantis e Zooloretto), per bambini piccoli (Torre di Animali, Gino Pilotino, Go Away Monster, Spenna il Pollo e Il Labirinto Magico), party games (Dixit Odyssey, The Resistance, Time’s Up!, Telestrations, Say Anything e Wits & Wagers), giochi adatti per 2 (Le Città Perdute, Jaipur, Hive, Star Wars: X-Wing Miniatures Game, Mr. Jack e Summoner Wars: Master Set), e giochi adatti da mettere nel calzettone della befana (Zombie Dice, Coloretto, Hey! That’s My Fish!, Monopoly Deal, For Sale e Semenza).

Con questa segnalazione – già che ci siamo – ne approfittiamo per augurare a tutti buone feste e buon gioco!

Pauchon e Hostettler

Sébastien Pauchon e Urs Hostettler sono due autori svizzeri di giochi da tavolo, quelli più famosi.

Entrambi hanno creato giochi che sono riusciti a entrare nella nomina per lo Spiel des Jahres, il gioco dell’anno, in Germania, un prestigioso riconoscimento nel mondo ludico. Tra i loro titoli più famosi abbiamo Yspahan, Jaipur, Jamaica, Metropolys ed Helvetiq per quanto riguarda Pauchon, Anno Domini, Tichu e Kremlin per quanto riguarda invece Hostettler.

Grazie a questi due autori si può dire che la Svizzera è ben rappresentata nel mondo ludico.

Le immagini sono state prese da internet. Qualora gli aventi diritto lo richiedessero, esse saranno rimosse.

Come si mescolano le carte?

Mescolare bene un mazzo di carte non è evidente. Il rischio di rovinarle è sempre presente, come anche la difficoltà di mescolarle bene senza impiegarci troppo tempo. Le tecniche per maneggiare un mazzo di carte sono molteplici. Quelle più importanti vengono descritte nel seguente link:
How to shuffle cards (con videotutorial)

L’overhand shuffle è sicuramente la tecnica meno invasiva e stressante per le carte (si rovinano di meno), ma non la più ideale per mischiarle bene in fretta. Il table riffle shuffle garantisce in tal senso una buona mescolata in minor tempo (ma le carte rischiano di rovinarsi prima).

Ricordo che il nostro hobby non ha nulla a che fare con il gioco d’azzardo (come il poker). I giochi da tavolo sono pensati per socializzare e divertirsi.

Buona mescolata! (Die Übung macht den Meister!)

Roads & Boats

Il nostro mitico Gabri ha fatto un ultimo acquisto davvero spettacolare. Nella nostra collezione possiamo ora annoverare Roads & Boats (assieme all’espansione & cetera). È un titolo di nicchia della piccola ma rinomata casa editrice olandese Splotter Spellen.
Uscito per la prima volta nel lontano 1999, ha avuto delle riedizioni negli anni 2003 e 2006. Reperire questo capolavoro di Jeroen Doumen e Joris Wiersinga è stato tutt’altro che semplice. Ma dopo aver acchiappato Antiquity, Indonesia e The Great Zimbabwe, non si poteva di certo lasciare l’opera a metà (vero Gabri?).

Per chi volesse provare una volta uno dei giochi della Splotter Spellen (ma non solo), ricordo che le nostre porte sono sempre aperte.